domenica 22 aprile 2018

Di qua e di là

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
"Io sono la porta"
La porta è un di qua e un di là.
La terra, il visibile, il sensibile, il tempo, lo spazio è di qua; il cielo, l'invisibile, l'eterno, l'infinito è al di là.
Ma tutto è unito, conseguente, logico, vero.
La porta che è il Cristo domina nello stesso tempo di qua e di là col suo amore che al di qua è crocifisso e al di là glorioso.
Per divenire immortali ed entrare nella gloria del Cristo Risorto ogni uomo deve pasare quella porta e chi apre e chiude è il Signore, come dice l'Apocalisse "Se io apro nessuno chiude".
Il pasaggio si chiama Pasqua e il primo a passare è stato il Cristo Signore.Difatti si dice "questa è la Pasqua del Signore".
Tutto il di qua della posrta ha un significato, lo puoi caire solo in funzione e nello sviluppo dell'al di là. Senza questo rapporto, questa continuità non puoi afferrare il reale, consumi al tua vita senza vedere.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 122; 17 aprile - Senso e vita)

domenica 15 aprile 2018

Era l'Amore

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017, ci conduce di fronte al Dio dell'impossibile.
Quanto erano lontani gli uomini dalla rivelazione che Gesù stava facendo sul reale, sulla vita, su Dio! Soprattutto su Dio. Dio era rimasto nelle loro mani come il castigamatti di turno, geoloso delle sue prerogative e desideroso di vedere un mondo regolato e tranquillo come un collegio di educande.
L'uomo meschino si forgiava un Dio meschino, incapace di novità e di salvezza.
Quanto era lontano il pensiero di Gesù dalle preoccupazioni moralistiche del Tempio! E com'era limitata la visione umana sulle cose vere di Dio! E Dio, in Gesù, stava rivelando la sua identità. Sulla terra stava esplodendo il cielo! [...]
Quale rivelazione? [...] un Dio povero, sofferente, sconfitto.
L'uomo abituato ai tuoni dal cielo e al chiaso dei castighi, si trovò di fronte a Gesù morto sulla croce. Tra tutti i volti pensati dall'uomo in preghiera sul Messia, il volto più indovinato era stato quello intravisto da Isaia: il volto del Servo Sofferente.
Era l'Amore che si vestiva di povertà e di dolore per salvare l'uomo caduto nella povertà e nel dolore.
Era l'Amore che si faceva solidale con l'amato: l'uomo, e non dubitava di scendere fino nel fondo del suo peccato er salvarlo.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 122; 17 aprile - Il Servo sofferente)

domenica 8 aprile 2018

Tutto è preghiera

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017, ci conduce di fronte al Dio dell'impossibile.
Quando un sacerdote dopo aver lavorato si propone di andare a pregare io gli chiedo"CHe cosa hai fatto finora?". Tutto è preghiera.
Se tu riesci a comporre questa unità, tutto diventa preghiera.
Le otto ore che tu passi come infermiera accanto ad un malato dietro un tavolo di un ufficio possono essere continuate con la stessa intensità, con la stessa intimità mentre ti inginocchi per pensare, direi con più forza, al tuo Dio. Ma fin quando senti un contrasto tra il tuo lavoro e la tua preghiera vuol dire che non sei ancora arrivato alla contemplazione. Perché Dio non è detto che si rivela mentre sei in ginocchio, Dio può rivelarsi mentre guidi la macchina, Dio può rivelarsi mentre stai riposando o stai giocando. Come dice l'apostolo Giovanni, la rivelazione è promessa da Cristo nell'amore.
"Se tu mi ami e fai quello che ti ho detto io mi rivelerò a te.
Se farete quello che vi ho detto, il Padre mio vi amerà, noi verremo e faremo dimora presso di voi".
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 113; 8 aprile - Tutto è preghiera)

sabato 31 marzo 2018

L'impossibile

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Nella domenica di Pasqua l'appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017, ci conduce di fronte al Dio dell'impossibile.
Qui sta il segreto di tutto. Questo è addirittura il segreto nascosto in tutto il piano di Dio sull'uomo. Credere possibile l'impossibile. Sperare nelle cose contro ogni speranza. Amare ciò che non sembra amabile.
La proposta di Dio all'uomo è sempre avvolta nel velo di questo mistero, e riassunta in questa domanda: Puoi credere? Puoi sperare? Puoi amare?
Se mi dici di sì,ti regalo l'impossibile.
Puoi credere che esiste Dio? Se mi dici di sì, Dio esiste e nella fede ne avverti l'esistenza.
Puoi sperare nella salvezza universale? Puoi sperare di essere destinato ad un regno di verità, di pace, di amore? Se mi dici di sì, ti faccio sorridere di gioia e creo oer te un paradiso dove attenderti.
Puoi amare l'uomo come l'ho amato io, mettendoti al suo servizio fino a morire per esso? Se mi dici di sì, ti faccio conoscere sperimentalmente Dio, perché l'amore ti condurrà a Lui che è l'amore.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 102; 29 marzo - L'impossibile)

domenica 25 marzo 2018

Se tu ami

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Quando ami, veramente ami, tutto diventa più facile e senti di aver trovato. Sì, ho trovato perché ho amato. E ho trovato perché mi sono abbandonato nel buio. Ma il buio è luce per Lui e mi può toccare quando vuole, e non c'è più velo tra la mia e la sua nudità amante.
E' una cosa fantastica l'Amore!
E mi richiede una cosa sola: dargli di più, dargli tutto. Ma cosa c'è in me di più prezioso da donare a Lui? Qual è il dono che più ama?
E' la fiducia.
Di qualunque dono che puoi dare ad una persona, il dono più grande è la fiducia.
Mi fido di te. Mi sento con te. E' con te che sono in pace. Tu sai, Tu puoi, Tu provvedi!
E' la fede pura, è la fede nuda, è la fede di chi sa amare.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 98; 1 marzo - Se tu ami)

domenica 18 marzo 2018

Il silenzio di Dio

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" Non ci sono ragionamenti che possano spiegare questa cosa.
E' inutile tentare di capire, Dio tace. E tace anche quando si tratta del suo diletto, del suo Figlio unigenito Gesù. "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?", e questo grido è il sunto di tutte le grida dell'umanità.
Dio tace.
E' terribile il silenzio di Dio sull'oscurità dell'uomo. Direi che ne diventa la sofferenza più grande. Certo ne è la prova più eroica.
E' il "senza misura" richiestoci da Lui presto o tardi. Non cercate di capire, non ci riuscirete. NOn cercate di vedere, non vedrete. 
Cercate di amare.
E' nell'amore e solo nell'amore che puà essere avvicinato Gesù abbandonato e, con Lui, tutti gli abbandonati della terra.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 92; 19 marzo - Senza misura)

domenica 11 marzo 2018

Imparare la pazienza

Ogni giorno un pensiero, in compagnia di fratel Carlo

Ancora un appuntamento con la rubrica dedicata ai pensieri di  Carlo Carretto, tratti dal testo "Ogni giorno un pensiero" edito dall'AVE a cura di Gian Carlo Sibilia nel 2017.
Ci vuole tempo prima che l'uomo possa capire il suo stato, alzare la testa, sorridere dinanzi al diluvio di mali che l'ha investito.
Mi diceva una cieca d'aver impiegato dodici anni per capire qualcosa della sua cecità.
Poi capì e sorrise.
C'è un mistero nelle cose.
C'è un mistero nella vita.
C'è un mistero nel dolore.
E' come la notte, ma per vederci occorre attendere l'alba.
E attendere significa sperare, e la speranza è la pazienza dell'uomo. Ma è proprio in questa pazienza che l'uomo impara a possedersi, a conoscersi.
Difatti la Scrittura dice: "Nella pazienza possederete le anime vostre".
Quando l'uomo ha imparato la pazienza e si è abituato ad attendere il silenzio di Dio, diviene Parola.
(Ogni giorno un pensiero - ed.AVE 2017; pag. 74; 1 marzo - Il Verbo si è fatto carne)